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Il 2 giugno in busta paga.

A decorrere dal 2001 la celebrazione della festa nazionale della Repubblica ha nuovamente luogo il 2 giugno di ciascun anno, che pertanto viene ripristinato come giorno festivo. Così recita l’art.1 della Legge 336/2000.

Le festività possono essere godute (senza prestazione lavorativa) o non godute (con prestazione lavorativa).

Fatte salve le specifiche economiche e normative delle contrattazioni collettive di settore, il trattamento economico differisce a seconda che la paga sia a ore o fissa mensile. Nella paga o ore la festività goduta è pari ad 1/6 della retribuzione settimanale. In quella fissa mensile la è già ricompresa nello stipendio o salario mensile, salvo che il giorno festivo non sia domenica. Quest’anno la festività cade di sabato. Seconda la nota 1664/2006 del Ministero l’orario di lavoro è concentrato nell’arco di cinque giorni settimanali e la sesta giornata del sabato si qualifica come non lavorativo e non anche come festivo.

Nel caso di festività non goduta il compenso per la prestazione lavorativa sarà incrementato delle maggiorazioni percentuali per lavoro festivo, come disciplinato dal CCNL di settore.

Nella CIG il trattamento economico inerente la festività nazionale è integrabile da parte della Cassa solo se i lavoratori sono sospesi a zero ore settimanali con paga fissa mensile.

Per gli ANF vale il principio secondo cui non possono essere erogati più di sei assegni giornalieri per ciascuna settimana e ventisei per ciascun mese.

La retribuzione per le festività concorre ai fini dell’imponibile previdenziale.

 

 

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