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Lavoratori subordinati e Decreto Rilancio.

Il Decreto Rilancio prevede una serie di misure a sostegno del reddito e dell’occupazione, oltre che aiuti alle famiglie colpite dall’emergenza Covid-19. 

Le misure più pratiche di contrasto all’emergenza in materia di lavoratori subordinati sono:

  • il divieto di licenziamento. L’emergenza sanitaria ed economica ha messo a rischio molti posti di lavoro. Per superare questo rischio e tutelare la stabilità dei rapporti di lavoro, il Governo ha previsto un divieto temporaneo di licenziamento per motivi economici. Inizialmente, con il Decreto Cura Italia, la preclusione di licenziamento copriva due mesi e andava dal 17 marzo al 15 maggio 2020. Il Decreto Rilancio ha prorogato il periodo di divieto di licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo e collettivi dai due mesi iniziali a cinque mesi complessivi. Sospese anche le procedure di licenziamento collettivi e individuali per giustificato motivo oggettivo in corso. Se un datore di lavoro ha effettuato un licenziamento per giustificato motivo oggettivo nel periodo dal 23 febbraio al 17 marzo 2020, potrà revocarlo e contestualmente fare richiesta di cassa integrazione in deroga. In questo modo il rapporto di lavoro sarà ripristinato come se non si fosse mai interrotto senza alcun onere né sanzione a carico del datore di lavoro.

 

  • i contratti a termine. Il Jobs Act prima e il Decreto Dignità poi richiedono che questa tipo di contratto di lavoro non possa essere prorogato o rinnovato senza l’indicazione di causali e senza superare limiti temporali ben precisi (dodici o ventiquattro mesi). Per far fronte al riavvio delle attività a seguito dell’emergenza Covid-19, i contratti a termine in essere al 23 febbraio scorso potranno essere rinnovati o prorogati fino al 30 agosto prossimo anche in assenza di causali. Le causali sono i motivi per cui si assume un lavoratore per un periodo di tempo ridotto e non a tempo indeterminato. Per esempio si assume a tempo determinato per ragioni tecnico-produttive, per ragioni organizzative o per sostituire personale assente. In una situazione emergenziale come è quella attuale, l’inserimento delle causali sarebbe ridondante.

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