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Whatsapp: prova documentale.

Whatsapp è, al momento, l’applicazione di messaggistica più diffusa. Non sorprende, quindi, che stia dando vita ad una visione moderna del diritto. Le conversazioni che passano dall’applicazione sono considerate prove documentali. Nel diritto del lavoro queste prove stanno acquisendo una particolare rilevanza, sia che si svolgano durante l’orario di lavoro sia che si svolgano fuori.

Cosa scaturisce?

I messaggi, infatti, possono essere utilizzati per dimostrare la sussistenza di un rapporto di lavoro di tipo subordinato oppure per comunicare una malattia.  In altri casi possono dar luogo a licenziamenti o a provvedimenti disciplinari. Una conversazione che denoti un atteggiamento ostile o denigratorio o di boicottaggio dell’attività produttiva mette a rischio il rapporto di lavoro. A tal proposito, è interessante sottolineare che le prove (le conversazioni o le registrazioni) possono essere prodotte anche quando il datore di lavoro non sia presente tra i destinatari del messaggio. La producibilità di questo tipo di prova mette in conflitto il diritto di difesa con il diritto alla riservatezza. Il Codice penale protegge l’inviolabilità della corrispondenza e ne punisce la rivelazione senza giusta causa. Tuttavia, il Regolamento Europeo sulla privacy permette la deroga della segretezza in ragione di un legittimo interesse ed anche i Magistrati si sono orientati nell’interesse di causa.

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