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Categoria: Approfondimenti

La Legge di Bilancio 2019 riconosce, in alternativa a quanto disposto dal Testo Unico sulla Maternità e sulla Paternità, la facoltà per le lavoratrici di astenersi dal lavoro esclusivamente dopo l’evento parto entro i cinque mesi successivi allo stesso, a condizione che tale opzione non arrechi pregiudizio alla salute della gestante e del nascituro.

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A decorrere dal primo aprile 2019 le domande di assegno per il nucleo familiare dei lavoratori dipendenti di aziende attive del settore privato non agricolo devono essere presentate direttamente all’Inps, esclusivamente in modalità telematica, al fine di garantire all’utenza il corretto calcolo dell’importo spettante nonché assicurarle maggiore riservatezza.

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Dal 1° al 10 gennaio 2019 i datori di lavoro domestico possono pagare i contributi del 4° trimestre 2018. Lavoratore domestico è quel soggetto che presta la propria opera esclusivamente per la necessità della vita familiare del datore di lavoro. La prestazione può essere eseguita

  • in regime normale o di convivenza;
  • a tempo pieno oppure parziale;
  • a tempo indeterminato ovvero a tempo determinato qualora il termine apposto all’assunzione derivi da ragioni oggettive di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo.

Come per qualsiasi altra tipologia contrattuale, anche per questo tipo di lavoro si richiede la forma contrattuale scritta con debita comunicazione telematica all’Inps.

Il pagamento dei contributi può essere effettuato attraverso diverse modalità che di seguito si vanno ad elencare.

  • In maniera diretta tramite il portale dei pagamenti, con la modalità online pagoPA, con carta di credito, carta di debito oppure conto corrente bancario;
  • Tramite i soggetti aderenti al circuito “Reti Amiche” (il pagamento è disponibile, senza necessità di supporto cartaceo, con codice fiscale e codice rapporto di lavoro) ovvero:
    • presso le tabaccherie che aderiscono al circuito di Lottomatica e che espongono il logo Servizi INPS;
    • presso gli sportelli bancari di Unicredit SpA (con pagamento in contanti per tutti gli utenti o, per i correntisti Unicredit, anche con addebito sul conto corrente bancario);
    • tramite il sito del gruppo Unicredit SpA per i clienti titolari del servizio di banca online;
    • presso tutti gli sportelli di Poste Italiane;
  • Tramite il bollettino MAV (Pagamento Mediante Avviso) inviato dall’INPS. Il bollettino può altrimenti essere generato:
    • direttamente online tramite il portale dei pagamenti all’interno della sezione lavoratori domestici;
    • presso le aree di front office delle sedi INPS, utilizzando lo sportello automatico per il cittadino con autenticazione mediante tessera sanitaria;
  • Tramite l’avviso di pagamento pagoPA generato online tramite il portale dei pagamenti all’interno della sezione lavoratori domestici.

I contributi dovuti per il 2019, invece, saranno determinati appena sarà disponibile l’indice ISTAT di riferimento. Eventuali sanzioni saranno calcolate soltanto per pagamenti effettuati oltre il decimo giorno successivo alla data di pubblicazione della circolare relativa ai contributi dovuti per il 2019.

Il Decreto Dignità è stato approvato dal Consiglio dei ministri il 2 luglio scorso. L’obiettivo della norma è quello di intervenire, in maniera significativa, sulla disciplina dei contratti a tempo determinato, sulla somministrazione e sull’indennità risarcitoria in materia di licenziamenti illegittimi.

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Premessa Normativa.

La legge di Bilancio 2015 aveva previsto, in via sperimentale, il TFR in busta paga. Vi potevano accedere i lavoratori del settore privato, ad eccezione dei lavoratori domestici e di quelli agricoli, che avessero avuto un rapporto in essere da almeno 6 mesi presso la stessa azienda.

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Le ferie costituiscono un diritto personale garantito dalla Costituzione. Sono giornate di astensione dal lavoro, retribuite per diritto al 100%. La durata minima delle ferie è stabilita in 4 settimane annue ed è fruibile anche se il contratto di lavoro non lo specifica.

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Il superminimo è una voce accessoria della retribuzione. Si individua in un compenso da aggiungersi alla retribuzione stabilita dalla contrattazione collettiva. Può essere individuale o collettivo. Nel primo caso l’erogazione è stabilita da accordi individuali tra datore di lavoro e lavoratore in ragione di specifiche qualità del prestatore d’opera o per particolari situazioni di mercato. Nel secondo caso è l’accordo collettivo a prevederlo per lavoratori inquadrati in un determinato livello o specifico gruppo.

Il superminimo concorre alla formazione del reddito di lavoro dipendente. È fiscalmente imponibile nonché utile per il calcolo dei contributi previdenziali ed assistenziali oltre che per la determinazione della retribuzione ai fini del TFR.

È un elemento che può essere assorbito, venute meno le condizioni temporanee e specifiche che lo avevano generato. Oppure man mano che aumenta la paga base, fino a concorrenza dell’importo erogato in precedenza e fatto salvo lo scatto di anzianità. Il superminimo individuale, in quanto frutto di accordo tra le parti, può sempre essere modificato o eliminato da un successivo accordo. Quello di natura collettiva è soggetto alle modifiche di legge.

Può anche non essere assorbito, ovvero non risentire di aumenti contrattuali o altre modifiche (passaggi di livello). Se ricorresse il caso, la dimostrazione della non assorbibilità, alla stregua dei principi generali sull’onere della prova, è del lavoratore.

Nei casi in cui l’azienda subisca fusioni o cambi di proprietà, la legge non garantisce il diritto al mantenimento di superminimi precedentemente ottenuti. L’uso aziendale di concedere un superminimo ai dipendenti trova origine in un comportamento spontaneo di ciascun datore di lavoro.

Vi sono dei superminimi vietati, erogati per ottenere in cambio un impegno (ad es. quello di ridurre l’attività sindacale o remunerare ferie non godute). L’accordo è nullo e la violazione sanzionabile.

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