Lavoro a chiamata: le sanzioni per la chiamata non comunicata

Se l’organo ispettivo accerta la mancata comunicazione, si applica la sanzione amministrativa da 400,00€ a 2.400,00€ per ogni lavoratore per cui la comunicazione è stata omessa.
Niente diffida
La norma esclude espressamente la procedura di diffida. Il datore, quindi, non può regolarizzare dopo l’accesso ispettivo pagando il minimo: la comunicazione omessa non si può recuperare a posteriori, perché per definizione doveva precedere la prestazione.
Il pagamento in misura ridotta
Resta però il pagamento in misura ridotta entro 60 giorni dalla contestazione o notificazione. Si paga la somma più favorevole tra il doppio del minimo e un terzo del massimo, che qui coincidono:
- doppio del minimo: 400 × 2 = 800,00€
- un terzo del massimo: 2.400 ÷ 3 = 800,00€.
In concreto, quindi, la sanzione è di 800,00€ per ciascun lavoratore per cui è stata omessa la comunicazione. Un esercizio che fa lavorare tre intermittenti senza aver comunicato la chiamata paga 2.400,00€; con dieci lavoratori si arriva a 8.000,00€.
Se il rapporto di lavoro era stato regolarmente comunicato al momento dell’assunzione, la sola omissione della chiamata non configura lavoro “in nero”: si applica questa sanzione specifica e non la maxisanzione per lavoro sommerso.
Le altre conseguenze per il datore
Oltre alla sanzione per la chiamata non comunicata, un uso scorretto del contratto a chiamata può costare molto di più, perché rischia di trasformare il rapporto.
| Violazione | Conseguenza |
| Superamento delle 400 giornate nel triennio (fuori da turismo, pubblici esercizi e spettacolo) | Il rapporto si trasforma in tempo pieno e indeterminato. |
| Contratto stipulato in uno dei casi vietati (sostituzione di scioperanti, licenziamenti collettivi o cassa integrazione sulle stesse mansioni, mancata valutazione dei rischi) | Secondo prassi e giurisprudenza, conversione in rapporto subordinato ordinario a tempo pieno e indeterminato. |
| Assenza dei requisiti soggettivi o oggettivi | Come sopra: il contratto intermittente non è valido e il rapporto viene ricondotto a uno ordinario. |
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