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Il lavoro intermittente o a chiamata: regole e applicazioni

Questa forma contrattuale permette ai datori di lavoro di richiedere la prestazione lavorativa solo quando necessario

La normativa vigente disciplina il lavoro intermittente, noto anche come lavoro a chiamata, come un contratto di lavoro subordinato che può essere stipulato a tempo determinato o indeterminato. Questa forma contrattuale è destinata a prestazioni di carattere discontinuo, permettendo ai datori di lavoro di richiedere la prestazione lavorativa solo quando necessario.


Campo di applicazione

Il lavoro intermittente può essere utilizzato nei seguenti casi:

  • Causale soggettiva: il lavoratore deve avere meno di 24 anni (purché le prestazioni si concludano entro il venticinquesimo anno) o più di 55 anni.
  • Causale oggettiva: il lavoro deve rientrare tra le attività previste dai contratti collettivi o dal Regio Decreto n. 2657 del 1923.

Queste causali sono alternative tra loro.


Durata massima

Il limite massimo di prestazione è di 400 giornate di effettivo lavoro in tre anni solari, ad eccezione dei settori turismo, pubblici esercizi e spettacolo, per i quali non si applica questa limitazione.


Trattamento economico

Il contratto può prevedere:

  • Indennità di disponibilità: spetta al lavoratore che garantisce la propria disponibilità a rispondere alle chiamate del datore di lavoro.
  • Senza indennità di disponibilità: il lavoratore percepisce una retribuzione solo nei periodi di effettivo impiego.

Nei periodi di inattività, salvo il caso di indennità di disponibilità, il lavoratore non matura alcun diritto economico o normativo.


Divieti di stipulazione del contratto

Non è possibile stipulare contratti di lavoro intermittente nei seguenti casi:

  • Per sostituire lavoratori in sciopero.
  • Presso unità produttive che hanno effettuato licenziamenti collettivi nei sei mesi precedenti.
  • Se il datore di lavoro ha in corso procedure di cassa integrazione per le stesse mansioni.
  • In assenza della valutazione dei rischi da parte del datore di lavoro.

Caratteristiche del contratto

Il contratto di lavoro intermittente deve essere formalizzato in forma scritta e contenere:

  • Durata e motivazioni del ricorso al lavoro intermittente.
  • Modalità e preavviso di chiamata.
  • Trattamento economico e normativo.
  • Luogo della prestazione lavorativa.
  • Misure di sicurezza applicabili.

Comunicazioni e obblighi del datore di lavoro

Il datore di lavoro deve effettuare una comunicazione preventiva tramite il portale Cliclavoro prima dell’inizio della prestazione, utilizzando il modello “UNI-intermittente”. Questa comunicazione può avvenire anche nello stesso giorno dell’inizio dell’attività, purché sia antecedente all’impiego effettivo del lavoratore.


Sanzioni per violazioni

Il mancato rispetto dell’obbligo di comunicazione preventiva comporta una sanzione amministrativa tra 400,00€ e 2.400,00€ per ogni lavoratore coinvolto.


Ricapitolando

Il lavoro intermittente rappresenta un’opportunità di impiego per determinate categorie di lavoratori e settori produttivi, ma comporta anche vincoli e obblighi normativi specifici.

Tabella riassuntiva delle condizioni

RequisitoDettagli
Causale soggettivaEtà inferiore ai 24 anni (entro i 25) o superiore ai 55
Causale oggettivaAttività previste dai contratti collettivi o Regio Decreto 2657/1923
Durata massima400 giornate in tre anni solari (eccetto turismo, pubblici esercizi, spettacolo)
Indennità di disponibilitàPrevista solo se il lavoratore garantisce disponibilità
Obblighi del datore di lavoroComunicazione preventiva su Cliclavoro
SanzioniDa 400,00€ a 2.400,00€ per violazione dell’obbligo di comunicazione

Lavoro intermittente o a chiamata: hai bisogno di supporto?

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