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Licenziamento Disciplinare, cos’è e come funziona

Il licenziamento disciplinare riguarda i comportamenti del dipendente che violano i doveri contrattuali o le regole aziendali. In questi casi si parla di licenziamento per giusta causa o giustificato motivo soggettivo.

Si tratta di un procedimento rigorosamente regolato dalla legge e dai contratti collettivi (Ccnl), che prevede obbligatoriamente alcuni passaggi.


La procedura da seguire

  1. Contestazione disciplinare

Il datore di lavoro deve inviare una lettera di contestazione che sia:

  1. immediata: deve essere inviata senza ritardi ingiustificati, dopo aver compreso i fatti e ascoltato eventuali testimoni;
  2. specifica: deve indicare in modo dettagliato cosa è accaduto (cosa, quando, dove, chi, a che ora);
  3. immutabile: non può essere modificata negli elementi essenziali, salvo per difesa del lavoratore.

🔎 Nota bene: prima di contestare un comportamento è obbligatorio che sia stato affisso in azienda, in luogo accessibile a tutti, il codice disciplinare.

  1. Attesa delle giustificazioni

Il lavoratore ha 5 giorni di tempo (o altro termine previsto dal Ccnl) per presentare le proprie difese.

  1. Provvedimento disciplinare

Dopo aver valutato le eventuali giustificazioni, il datore può applicare la sanzione prevista.


Proporzionalità delle sanzioni

La sanzione deve sempre essere proporzionata al comportamento contestato.
Per una mancanza lieve non si può arrivare subito al licenziamento, ma bisogna applicare gradualmente le misure previste dal Ccnl:

  • richiamo scritto,
  • multa,
  • sospensione,
  • licenziamento.

La sospensione cautelare

Anche se non prevista espressamente dal Ccnl, è possibile inserire nella lettera di contestazione una sospensione cautelare:

  • è temporanea;
  • serve ad allontanare momentaneamente il lavoratore dal servizio in attesa della conclusione del procedimento;
  • è retribuita, perché non rappresenta una vera e propria sanzione.

Data del licenziamento disciplinare

La data da considerare è quella dell’invio della lettera di contestazione, non quella della ricezione del provvedimento disciplinare.


Le tutele del lavoratore

Se il licenziamento viene impugnato e il Giudice lo dichiara illegittimo, il lavoratore può ottenere:

  • la reintegrazione nel posto di lavoro (nei casi previsti dalla legge), oppure
  • un indennizzo economico proporzionato all’anzianità e alla gravità della violazione.

📌 In sintesi: il licenziamento disciplinare non è un provvedimento immediato, ma l’esito di una procedura garantita, dove devono sempre valere chiarezza, proporzionalità e diritto di difesa del lavoratore.


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