Strumenti per il benessere aziendale

Welfare e fringe benefit
Il benessere in azienda non è più un’opzione, ma una strategia fondamentale per migliorare la qualità della vita dei lavoratori e aumentare la produttività. Due strumenti chiave in questa direzione sono il welfare aziendale e i fringe benefit, che offrono vantaggi concreti sia per le imprese che per i dipendenti.
Vediamo nel dettaglio come funzionano, chi può beneficiarne e quali sono le condizioni da rispettare.
Welfare aziendale: cos’è e come funziona
Il welfare aziendale consiste nell’erogazione di beni, servizi che l’azienda offre ai propri dipendenti per sostenerli nella vita personale e familiare. Non si tratta di un bonus monetario, ma di una forma di retribuzione non in denaro, esente da tassazione se concessa nel rispetto della normativa vigente.
Cosa può includere:
- Convenzioni con palestre, centri medici, asili
- Rimborso spese scolastiche o assistenza familiare
- Assicurazioni sanitarie integrative
- Servizi per il tempo libero o supporto alla genitorialità
Chi può beneficiarne:
Il welfare aziendale può essere riconosciuto a categorie omogenee di lavoratori, ad esempio per livello contrattuale, presenza di figli a carico o anzianità di servizio. Non è ammessa l’erogazione individuale (ad personam).
Fringe benefit: 2025–2027
I fringe benefit rappresentano un’altra forma di retribuzione non monetaria, attribuita al singolo lavoratore. Per il triennio 2025–2027 sono previste soglie di esenzione fiscale differenziate:
- € 2.000,00 per lavoratori con figli fiscalmente a carico
- € 1.000,00 per lavoratori senza figli a carico
Attenzione:
Se si superano tali soglie, l’intero importo è soggetto a tassazione, non solo la parte eccedente.
Prestazioni incluse:
Oltre ai classici beni e servizi (buoni carburante, dispositivi elettronici, auto aziendale, ecc.), rientrano nelle somme rimborsabili:
- Utenze domestiche (acqua, luce, gas)
- Spese per l’affitto della prima casa
- Interessi sul mutuo dell’abitazione principale
Differenze principali
| Caratteristica | Welfare Aziendale | Fringe Benefit |
| Beneficiari | Categorie omogenee di dipendenti | Anche singoli lavoratori (ad personam) |
| Tassazione | Esente se in regola con accordi/contratti | Esente fino a 1.000/2.000 euro |
| Tipologia | Servizi e convenzioni collettive | Beni, rimborsi e benefit individuali |
| Obbligo documentale | Regolamento aziendale o accordo sindacale | Dichiarazioni del dipendente e tracciabilità |
| Finalità | Equilibrio vita-lavoro, inclusione, benessere | Incentivo economico/operativo personale |
Esempi pratici
Esempio 1 – Dipendente con figli e utenze da rimborsare
La Sig.ra Rossi ha due figli fiscalmente a carico e sostiene spese per affitto e bollette. L’azienda può rimborsare fino a € 2.000 in fringe benefit. Se utilizza anche il welfare aziendale (es. buoni scuola), quei servizi non rientrano nel limite dei fringe benefit.
Esempio 2 – Azienda che attiva una piattaforma welfare
L’azienda XYZ attiva un piano welfare tramite piattaforma convenzionata. Tutti i dipendenti possono accedere a servizi sanitari e ricreativi. Non serve documentazione individuale, ma l’azienda deve avere un regolamento o accordo sindacale.
Esempio 3 – Superamento della soglia
Il Sig. Bianchi riceve € 1.200 in buoni acquisto, ma non ha figli a carico. L’importo supera il limite di € 1.000: l’intera somma sarà tassata come reddito da lavoro dipendente.
Ricapitolando
Per sfruttare appieno gli strumenti di benessere aziendale è importante:
- Conoscere le soglie fiscali e le condizioni previste
- Distinguere tra benefit collettivi (welfare) e individuali (fringe)
- Redigere gli accordi corretti e raccogliere la documentazione necessaria
- Monitorare le erogazioni in modo trasparente e tracciabile
Supporto professionale
Lo Studio supporta le aziende in ogni fase:
- Redazione di accordi welfare
- Raccolta dichiarazioni e modulistica fringe
- Attivazione di piattaforme e convenzioni
- Formazione e comunicazione interna
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