Ripassiamo un po’. Il patto di prova.
È l’atto con il quale lavoratore e datore di lavoro concordano che il rapporto di lavoro si instauri a condizione del superamento di un periodo di prova.
È l’atto con il quale lavoratore e datore di lavoro concordano che il rapporto di lavoro si instauri a condizione del superamento di un periodo di prova.
Whatsapp è, al momento, l’applicazione di messaggistica più diffusa. Non sorprende, quindi, che stia dando vita ad una visione moderna del diritto.
La legge 104/92 all’art. 33 prevede permessi dal lavoro per lavoratori dipendenti affetti da disabilità grave o per familiari di disabili. Segue la legge 151/01 con la previsione di congedi straordinari.
Le Disposizioni urgenti per la dignità dei lavoratori e delle imprese, il cosiddetto Decreto Dignità, è entrato in vigore il 14 luglio scorso.
L’art.33 della legge 104/92 e successive modificazioni disciplina le agevolazioni riconosciute ai lavoratori dipendenti affetti da disabilità grave ed ai familiari che assistono un disabile in situazione di gravità.
L’Ispettorato Nazionale del Lavoro ha emanato una circolare per fornire chiarimenti in merito alla sentenza di incostituzionalità della Corte Costituzionale 153/2014 per le sanzioni in materia di lavoro.
Il 14 luglio scorso è entrato ufficialmente in vigore il Decreto Dignità che vede una stretta sui contratti a termine. Ovvero, non potranno durare oltre 24 mesi, le proroghe sono 4 e non 5, i giorni per l’impugnazione 180 e non 120, atto scritto, causali. Queste le modifiche più significative al Decreto 81/2015.
Il cinque luglio scorso la Corte di Cassazione ha emanato l’ordinanza 17685 per confermare la legittimità di un licenziamento disciplinare per scarso rendimento.
Il Decreto Dignità è stato approvato dal Consiglio dei ministri il 2 luglio scorso. L’obiettivo della norma è quello di intervenire, in maniera significativa, sulla disciplina dei contratti a tempo determinato, sulla somministrazione e sull’indennità risarcitoria in materia di licenziamenti illegittimi.
L’assegno al nucleo familiare (ANF) è una prestazione a sostegno del reddito destinata a famiglie con redditi inferiori a determinati limiti annualmente stabiliti. L’assegno è unico per l’intero nucleo familiare.
La ratio del lavoro a tempo parziale, in coerenza con la Direttiva Comunitaria 81/1997, risiede nella conciliazione vita – lavoro. Con la crisi, questa modalità di contratto è stata spesso scelta in maniera difensiva, per evitare di risolvere rapporti di lavoro.
La legge di Bilancio 2015 aveva previsto, in via sperimentale, il TFR in busta paga. Vi potevano accedere i lavoratori del settore privato, ad eccezione dei lavoratori domestici e di quelli agricoli, che avessero avuto un rapporto in essere da almeno 6 mesi presso la stessa azienda.
Dal primo luglio prossimo sarà in vigore il divieto di pagamento delle retribuzioni in contanti. I soggetti interessati sono tutti i lavoratori ad eccezione dei dipendenti pubblici e dei lavoratori colf/badanti.
A decorrere dal 2001 la celebrazione della festa nazionale della Repubblica ha nuovamente luogo il 2 giugno di ciascun anno, che pertanto viene ripristinato come giorno festivo. Così recita l’art.1 della Legge 336/2000.
Da oggi il Regolamento sulla protezione dei dati personali è direttamente applicabile in tutta l’Unione Europea. La novità più importante di questa normativa è l’introduzione del principio di responsabilizzazione.
Il cedolino è un documento che il datore di lavoro è obbligato a consegnare al dipendente all’atto della corresponsione della retribuzione, sebbene non abbia carattere di quietanza.
La normativa riguarda tutti quelli che, nel pubblico e nel privato, trattano dati personali. Ma, pur riguardando tutti, la procedura di adeguamento è bene svolgerla con buon senso.
Sovente l’Inps considera il lavoro familiare come dissimulazione a garanzia di una mera prestazione pensionistica.
Il Presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine, Marina Calderone, ha reso noti gli argomenti trattati al tavolo tecnico del 18 aprile scorso. Sono stati tanti e tante le novità, più o meno condivise. Quelle più importanti riguardano il DURC e gli ANF.
Le ferie costituiscono un diritto personale garantito dalla Costituzione. Sono giornate di astensione dal lavoro, retribuite per diritto al 100%. La durata minima delle ferie è stabilita in 4 settimane annue ed è fruibile anche se il contratto di lavoro non lo specifica.
Il Capo dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, Paolo Pennesi, commenta così la circolare 8/2018: Il lavoratore tirocinante non è un lavoratore dipendente e non può essere utilizzato all’interno dell’azienda come lavoratore subordinato.
La Corte di Cassazione è intervenuta per chiarire la natura dell’aliquota contributiva prevista per l’apprendistato. Non è uno sgravio e non rientra nelle misure di fiscalizzazione degli oneri sociali. Gli sgravi sono dettati da scelte politico economiche di carattere contingente. Si pensi, ad esempio, all’incentivo Giovani volto a favorire l’occupazione di una certa fascia di lavoratori. Nel caso dell’apprendistato il carattere della contingenza non sussiste e la riduzione dell’aliquota è una regola, posto il rispetto dei requisiti nonché degli adempimenti correlati.
Va ricordato, infatti, che il mancato assolvimento degli obblighi previsti dal contratto di apprendistato, in primis la formazione, fa decadere il beneficio dell’aliquota ridotta oltre che il recupero di quanto goduto. Sono, inoltre, previste sanzioni severe per evitare che un contratto utile all’addestramento venga utilizzato per eludere l’obbligo contributivo pieno.
Il prossimo 25 maggio entrerà in vigore la normativa europea in materia di protezione dei dati personali. La Fondazione Studi è intervenuta per chiarire alcuni punti.
La somministrazione, l’appalto, il distacco, la subfornitura sono tutti strumenti che l’ordinamento garantisce per una maggiore flessibilità, ma debbono essere usati in maniera appropriata e soprattutto non per inquinare la concorrenza tra imprese e danneggiare i lavoratori.